Ottocento al tramonto.
Plinio Nomellini a Genova tra modernità e simbolismo
Dal 10 ottobre 2026 al 1 febbraio 2027
A cura di Agnese Marengo e Maurizio Romanengo
La mostra Ottocento al tramonto. Plinio Nomellini a Genova tra modernità e simbolismo è dedicata al pittore Plinio Nomellini (Livorno 1866 – Firenze 1943) e al suo intenso rapporto con la città nel decennio cruciale che segna la fine del XIX secolo. L’esposizione ripercorre le tappe salienti del suo percorso artistico tra divisionismo e simbolismo, maturato a Genova e legato alle profonde trasformazioni urbanistiche, sociali e culturali. Capolavori emblematici e dipinti inediti raccontano la svolta artistica di Nomellini e le sue riflessioni politico-sociali nel contesto di una Genova crocevia di fermenti moderni.
Un percorso costruito attraverso 50 opere, tra dipinti, sculture, acquarelli, disegni e stampe dell’artista e di suoi contemporanei come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Pellizza da Volpedo, Federico Maragliano, Edoardo de Albertis e altri.
La mostra a cura di Agnese Marengo e Maurizio Romanengo è parte della rassegna “Ottocento Svelato. Racconti di Musei e Collezioni nella Genova del XIX Secolo”, promossa dal Comune di Genova e che coinvolge insieme a Palazzo Lomellino le principali istituzioni culturali cittadine.

Quando Plinio Nomellini lascia Firenze per Genova nel 1890 è un giovane studente di ventiquattro anni, apprezzato da maestri e colleghi. Ha già partecipato a importanti esposizioni a Firenze e anche a Parigi ma non ha ancora ottenuto un’affermazione presso il pubblico.
La città ligure gli appare subito congeniale, per la vivacità del porto e delle coste e per la vitalità conflittuale del tessuto sociale. Genova è in quegli anni al centro dello sviluppo industriale italiano ed espande i propri confini inglobando le località circostanti e rimodellando il proprio litorale.
L’artista e la città ambiscono entrambi ad assumere un ruolo da protagonisti nei mutamenti sociali e culturali, percepiti come imminenti e inarrestabili e destinati a trasformare entrambi.
Nel corso del lungo periodo genovese (1890-1902) Nomellini sposta progressivamente il fuoco della sua pittura, dalla rappresentazione naturalistica del paesaggio e dalla denuncia delle contraddizioni sociali, a una raffigurazione carica di simbolismi. Da artista ribelle, antagonista rispetto agli accademici e portavoce di tematiche di giustizia sociale Nomellini vira verso una poetica più elitaria precorritrice di un’era nuova.
